Argelato: La Storia
La Storia
Le prime notizie storiche relative al comune di Argelato risalgono all’epoca medioevale.
Anticamente chiamato “Argelata”, questo piccolo comune trae il suo nome sia dalla natura prevalentemente argillosa del suo territorio sia dagli interventi messi a punto, nel corso del tempo, per arginare gli straripamenti del fiume Reno.
È proprio in prossimità di questo importante corso d’acqua che la comunità di Argelata cominciò ad organizzarsi: intorno al X secolo, la regione posta a sud del Po, tra Mantova, Modena, Ferrara, Bologna e Ravenna, fu protagonista di un importante piano di frazionamento del territorio.
Il progetto prese il nome di Santus Planus e permise di regolamentare la suddivisione in “masse” e di conseguenza in “feudi” di questo ampio latifondo.
Argelato rientrò così nella “Massa Tauriana” (territorio oggi occupato dal comune di San Giorgio di Piano), dapprima possedimento della Chiesa bolognese, successivamente ceduto a Bonifacio di Toscana che decise di donarlo a sua figlia Matilde di Canossa.
Quest’ultima volle donare all’episcopato bolognese la Chiesa di San Michele, con il conseguente privilegio di riscuotere le decime.
La situazione cambiò radicalmente a partire dal 1183, data che segna l’inizio dell’azione espansionistica intrapresa dal Comune di Bologna.
Già nel 1223, il territorio di Argelato appariva suddiviso in quattro quartieri cittadini, corrispondenti ad altrettante circoscrizioni, così suddivise per una migliore gestione amministrativa e fiscale.
In un primo momento, le nuove conquiste bolognesi furono amministrate dai quartieri della città, successivamente, per un maggiore controllo ed una più facile gestione, furono costituiti dei vicariati.
A partire dal 1388, Argelato fu annesso al nuovo vicariato di Argile.
Negli anni seguenti, il Castello di Argile fu soggetto a numerosi attacchi (sorte che toccò anche i territori limitrofi, tra l’altro) che uniti ai continui straripamenti del fiume Reno, impoverirono notevolmente il territorio.
Non a caso, nel 1662, nacque il piccolo comune di Veneziano (oggi frazione di Castel d’Argile), insediamento alternativo per le famiglie argelatesi, che trovarono così una via di fuga dall’ormai ostile territorio di Argelato.
Il 1828 è una data importante per il piccolo Comune: Argelato viene finalmente riconosciuto “Comune autonomo” e questo segna il definitivo passaggio alla storia contemporanea.
Le rivolte contadine del 1869, a ridosso dell’Unità d’Italia, svelano subito una naturale propensione dei cittadini argelesi ad organizzarsi in cooperative: nasceranno intorno al 1880, infatti, la Società Operaia di Mutuo Soccorso e la Cooperativa di consumo.
I fatti più recenti, riguardanti il secondo dopoguerra, confermano la natura battagliera degli argelesi (sfociano le aspre rivolte dei braccianti, dei mezzadri e delle mondine) e portano alla formazione di nuovi patti agrari e alla costituzione della piccola proprietà contadina.
Gli ultimi vent’anni vedono il Comune di Argelato divenire una delle realtà commerciali ed industriali più interessanti del territorio emiliano e questo grazie, soprattutto, all’insediamento del Centergross e alla presenza del vicino Interporto.



