Bologna: Primo itinerario Piazza Maggiore
Questo primo itinerario turistico ci sembra adatto a chi desidera visitare i monumenti più importanti della la città.
Un giro turistico intorno a Piazza Maggiore
Piazza Maggiore: i bolognesi sono soliti chiamarla“ Piazza Grande ”. Si tratta della piazza principale di Bologna, il fulcro intorno al quale si sviluppa tutto il centro storico. La piazza ha subito, nel corso della storia, diversi interventi di restauro o di arricchimento che le hanno consentito di assumere la sua attuale conformazione. Al centro un enorme gradone di marmo che, durante le manifestazioni in piazza, diviene il luogo deputato alla platea. Lungo il perimetro i monumenti più importanti della città: Palazzo Re Enzo, Palazzo del Podestà, Palazzo dei Bianchi, Palazzo dei Notai, Palazzo d’Accursio e, per concludere, la splendida Basilica di San Petronio.
Palazzo Re Enzo: il Palazzo, situato inPiazza Nettuno (naturale prolungamento di Piazza Maggiore), fu edificato per diventare la prigione del figlio di Federico II, sconfitto dai bolognesi durante la battaglia di Fossalta (1249). Il Palazzo ospita oggi numerose esposizioni e mostre (non permanenti) ed è aperto al pubblico soltanto in queste occasioni.
Palazzo del Podestà: il Palazzo si presenta a noi nella forma che gli fu conferita dall’intervento di ricostruzione messo a punto nel Quattrocento su progetto del Fioravanti. L’edificazione della struttura originaria risale, invece, al Duecento. Il Palazzo è un vero capolavoro di architettura medievale. L’elemento che più lo caratterizza è certamente la magnifica torre, sorretta da pilastri, opera di mastro Alberto. Anche il Palazzo del Podestà può essere visitato solo in occasione di mostre o eventi speciali.
Palazzo dei Bianchi: il Palazzo, realizzato su progetto del Vignola nel XVI secolo, fu l’ultima costruzione realizzata a ridosso di Piazza Maggiore. Costruito per assumere una funzione esplicitamente scenografica (doveva coprire i vicoli retrostanti, dove abitualmente si svolgeva il mercato), il Palazzo si presenta con una facciata intervallata da quindici archi che delimitano il portico sottostante.
Palazzo dei Notai: il Palazzo si trova in una posizione angolare, con una facciata rivolta versa la Basilica di San Petronio ed una affacciata su Piazza Nettuno. In origine ospitava la famosa ed importantissima corporazione dei Notai. Le due facciate furono portate a termine da due architetti differenti: la prima, più antica, è opera di Antonio di Vincenzo; la seconda, più recente è opera del Fioravanti, al quale si deve anche la ricostruzione del Palazzo del Podestà.
Basilica di San Petronio: la Basilica è dedicata al Santo Patrono di Bologna, San Petronio, vescovo della città dal 431 al 450. Tra tutte le chiese di Bologna questa è senza dubbio la più grande. La contraddistingue, nell’aspetto esteriore, una facciata che non fu mai portata a termine: in basso troviamo il marmo nei colori predominanti del bianco e del rosa; la parte superiore è ancora in mattoni.
Il portale centrale, detto Porta Magna, fu realizzato da Jacopo della Quercia e presenta scene scolpite e tratte dal Nuovo Testamento. Sul timpano troviamo un’immagine della Madonna col Bambino, affiancata da un’immagine che ritrae insieme Sant’Ambrogio e San Petronio.
Il Campanile fu costruito solo alla fine del Quattrocento, su progetto di Giovanni da Brensa. All’interno la Basilica si presenta in un sobrio e dominante stile classico. È suddivisa in tre navate: una centrale che conduce sino all’altare, due laterali o inferiori che ospitano ben 22 cappelle, dedicate ai Santi venerati dalla comunità bolognese.
La Basilica di San Petronio fu al centro della perenne disputa tra autorità civile e autorità religiosa: per questa ragione, in passato, la Basilica fu considerata simbolo del potere locale e amministrata come un’istituzione cittadina.
Palazzo d’Accursio: questo palazzo è la sede attuale dell’amministrazione comunale bolognese. La sua costruzione è frutto di numerosi interventi apportati in differenti epoche storiche.
Già nella facciata, visibilmente divisa in due parti, il Palazzo mostra segni evidenti dei rimaneggiamenti operati secondo stili diversi. La parte più antica del Palazzo, corrispondente all’ala sinistra, era la dimora della famiglia d’Accursio (da qui il nome dell’edificio).
Acquisita dal Comune intorno alla fine del 1200, fu inizialmente utilizzata come granaio. Alla famiglia Visconti si deve la riqualificazione del Palazzo e la sua fortificazione. L’ala destra, quella realizzata in epoca successiva, rispecchia i dettami dello stile gotico ed è opera del Fioravanti. Costruita nel 1425, questa parte del Palazzo divenne la sede della Borsa bolognese. Attualmente, i locali dell’ex Sala Borsa sono occupati dalla bellissima Biblioteca Comunale.
Fontana del Nettuno: situata nella piccola Piazza del Nettuno (prolungamento naturale di Piazza Maggiore, questa fontana è il risultato della maestria del maestro fiammingo Giambologna. Il progetto è opera, invece, di Tommaso Laurenti ed è datato 1563.
Questa magnifica fontana, realizzata in marmo e bronzo, doveva rappresentare il potere papale attraverso un’analogia tra la figura del Papa e quella del dio Nettuno. Ai piedi della divinità sono rappresentati quattro putti. La loro funzione è essere fonte dei quattro fiumi più lunghi del mondo (ognuno dei quali scorre in uno dei quattro continenti conosciuti all’epoca della costruzione della fontana): il Gange, il Nilo, il Rio delle Amazzoni e il Danubio.
Le due torri: le due torri sono il simbolo della città di Bologna. Si trovano in Piazza di Porta Ravegnana, a pochi passi da Piazza Maggiore, nel punto in cui Via Rizzoli incrocia Via San Vitale e Strada Maggiore. In epoca medievale queste due strade costituivano le principali vie di collegamento tra la città di Bologna e il territorio circostante: le torri divenivano così un punto di riferimento importantissimo sia per gli abitanti della città che per gli stranieri venuti da fuori.
Le due torri portano ognuna il nome di una potente famiglia bolognese dell’XI secolo: la prima porta il nome della famiglia Asinelli ed è senz’altro la più rappresentativa della città; la seconda, la più alta ed imponente, porta il nome della famiglia Garisendi.
Non sono state ritrovate, purtroppo, fonti storiche attendibili relative alla data precisa di costruzione delle due torri: si pensa, tuttavia, che, per entrambe, il periodo di edificazione sia databile intorno alla fine dell’XI secolo.
Era questo un periodo assai turbolento per la città di Bologna, a causa dei continui conflitti tra potere politico e potere religioso (non bisogna dimenticare che lo Stato Pontificio ebbe un ruolo estremamente importante su buona parte dei territori emiliani). Le due torri nascevano con la funzione di osservatorio della città, una funzione, dunque, di controllo ed anche di difesa da eventuali ingressi non desiderati all’interno delle mura.
Questa funzione di controllo fu rafforzata nel corso del Trecento, quando la Torre degli Asinelli fu collegata per mezzo di un corridore di legno alla gemella Torre Garisenda, per divenire una base di controllo militare. La pendenza delle due torri è un fatto appurato, ma, al contrario di quanti si possa pensare, non risale ad epoche recenti: le due torri furono soggette a pendenza e sottoposte a numerosi interventi di protezione già a pochi anni dalla loro costruzione.
Attualmente le torri sono soggette ad una sorveglianza continua e, in maniera regolare, vengono effettuati controlli e misurazioni per verificare se il loro grado di pendenza ha subito variazioni preoccupanti.
Basilica di Santo Stefano: dopo aver visitato le due torri, consigliamo di dirigersi verso via Santo Stefano (sulla destra per chi si trova di fronte alle torri). Questa strada vi porterà sino ad una delle piazze più belle di Bologna: Piazza Santo Stefano, appunto.
La Piazza ospita l’omonima Basilica, meglio conosciuta a Bologna come Basilica delle “sette Chiese”. La costruzione della Basilica pare sia stata fortemente voluta dal vescovo Petronio (431-450) che, al ritorno da un viaggio in Terra Santa, volle dedicare questo spazio della sua città alla commemorazione della Passione di Cristo.
Gli interventi di restauro apportanti tra la fine del 1800 e i primi anni del 1900 hanno mutato in parte l’aspetto originario della Basilica, riducendo a quattro il numero originario delle sette Chiese. Sono giunte sino a noi la Chiesa del Battista, la Chiesa del S. Sepolcro, la Chiesa dei SS. Vitale e Agricola (protomartiri bolognesi), la Chiesa della Trinità o del Calvario.
Zona Universitaria: sulla sinistra di Piazza di Porta Ravegnana nasce Via Zamboni, la via di Bologna intorno alla quale si sviluppa tutta la zona Universitaria della città. Gli edifici all’interno dei quali hanno sede le principali Facoltà Universitarie di Bologna costituiscono una parte importantissima del patrimonio storico e architettonico della città.
Bologna è la sede di uno tra i più antichi poli universitari di tutta la nostra penisola: il buon nome, la fama indiscussa delle Università bolognesi attrae ogni anno un numero davvero considerevole di studenti, provenienti da tutte le Regioni d’Italia e, in alcuni casi, anche dall’estero (è il caso degli studenti erasmus). In Via Zamboni hanno sede la Facoltà di Giurisprudenza, la Facoltà di Lettere e Filosofia e la Facoltà di Economia. Numerose sono anche le Biblioteche Universitarie e le aule studio, spazi appositamente realizzati per offrire agli studenti la tranquillità necessaria per dedicarsi ai propri studi.
Palazzo Malvezzi Campeggi: all’interno di questo Palazzo ha sede la Facoltà di Giurisprudenza di Bologna. Il Palazzo si trova in Via Zamboni e la sua costruzione risale alla fine del Quattrocento. Fu edificato per divenire un Palazzo Senatorio, ospitante la famiglia Malvezzi-Campeggi. Il portone d’ingresso si apre su di un meraviglioso cortile interno, contornato da un doppio loggiato di stile neoclassico. In fondo al cortile si erge una imponente statua di Ercole, attribuita a Giuseppe Mazza.
Teatro Comunale: inaugurato nel 1763, il Teatro Comunale di Bologna fu realizzato su progetto di Antonio Galli Bibiena. Il Teatro si trova in Via Zamboni (l’ingresso principale si affaccia si Piazza Verdi) e costituisce un magnifico esempio di “teatro all’italiana”.
A rendere così magnificente l’immagine di questo Teatro, oltre all’armonia delle linee che ne costituiscono la conformazione architettonica ed oltre alla maestosità degli spazi interni finemente arredati e decorati, è la ricca programmazione che ospita ogni anno spettacoli d’opera e concerti, messi in scena da artisti di fama internazionale. Il Teatro sorge, inoltre, in prossimità dei più frequentati hotel del centro storico, in una posizione facilmente raggiungibile anche a piedi. Per un approfondimento visitate il sito ufficiale del Teatro Comunale di Bologna
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