Crespellano: La Storia
La Storia
Gli scavi effettuati nel 1874 dal famoso archeologo Gozzadini, bolognese di origine, dimostrano che i territori, attualmente occupati dal Comune di Crespellano, sono stati abitati sin dall’epoca preistorica.
Tuttavia, le prime informazioni, riguardanti la fondazione di Crespellano, risalgono all’epoca romana: ai Romani si deve, oltre al nome della città, la costruzione delle due principali vie di comunicazione che collegano il territorio di Crespellano ai paesi limitrofi, la Via Emilia e l’attuale Bazzanese (un tempo via Claudia).
Crespellano, così come la conosciamo oggi, conserva ancora le tracce della centuriazione romana, una particolare suddivisione del territorio che un tempo aveva lo scopo di creare sicuri accampamenti militari.
Nell’800 Crespellano viene donata dal feudatario di Carlo Magno, Orso Guerriero, all’Abbazia di Nonantola. Si trattò di un fatto straordinario, che consentì a Crespellano di entrare a far parte del gran progetto di bonifica portato avanti dall’Abbazia benedettina: l’intervento permise di trasformare le arie, originariamente paludose, in fruttiferi campi coltivati.
Grazie all’ascesa della produzione agricola, registrata a seguito dell’intervento di bonifica, il territorio di Crespellano divenne uno dei più ambiti della zona, tanto da divenire motivo di contesa tra le città emiliane più potenti dell’epoca.
Pose fine alla contesa l’acquisizione del territorio da parte di Matilde di Canossa che, all’epoca, era proprietaria di uno dei feudi più estesi di tutta la penisola.
Dopo la morte di Matilde di Canossa, Crespellano si trovò sotto l’egida di Bologna che, se in un primo momento la sottomise in maniera pacifica, dal 1500, riprendendo i suoi conflitti con Modena, trasformò questi luoghi in un terreno di guerra.
Alla fine del 1500, il territorio di Crespellano mostrava tutti i segni di questo lungo periodo di lotte e devastazioni. Non fu solo il Castello a subire ingenti danni, ma anche le campagne: dopo essere state il principale terreno d’azione per le continue scorrerie militari di questi anni, apparivano incredibilmente inaridite e questo comportò per gli abitanti di Crespellano l’inizio di un periodo di grande miseria.
Solo nel 1796, con l’avvento delle truppe napoleoniche, cominciarono ad essere avvertiti i primi segni di una ripresa, non soltanto economica, ma anche politiche: l’introduzione del sistema comunale significava all’epoca la fine della pesante dominazione pontificia e l’inizio di quel percorso che conduce sino al riconoscimento della propria autonomia.
Così finiva l’epoca delle contese e delle guerre per la conquista di questi territori.
Dopo aver partecipato attivamente alle due Guerre Mondiali, Crespellano si affermò, fino agli anni Sessanta, come Comune principalmente agricolo. Negli ultimi quarant’anni le cose sono molto cambiate: oggi Crespellano non vive di sola agricoltura.
Al contrario, ha potuto contare su di una considerevole crescita dell’industria e dell’artigianato meccanico; sono sorte importanti industrie agroalimentari e si è cominciato a guardare nella direzione della new economy, con l’apertura di valide industrie informatiche.



