Medicina: La Storia


La Storia

Il Comune di Medicina, che deve il suo nome ad un sostantivo di origine latina che indicava un “posto ove si medica o ci si cura”, fu abitato sin dall’epoca romana.

Questo è attestato, oltre che dai ritrovamenti archeologici, dalla particolare divisione del territorio che, ancora oggi, conserva le tracce dell’antica centuriazione romana.

A causa della sua posizione strategica, di collegamento tra il territorio del ravennate e quello di Ferrara, Medicina fu spesso motivo di contesa tra le diverse potenze del tempo.

Appartenente alla diocesi di Bologna, fu una conquista dell’ Impero Germanico; successivamente, fu una proprietà di Matilde di Canossa per poi tornare ad essere parte dell’Impero. Infine, passò allo Stato Pontificio per esserne una proprietà fino all’ Unità d’ Italia.

Gli anni di appartenenza all’ Impero Germanico permisero a Medicina di mantenere i suoi territori al riparo dalle mire espansionistiche di Bologna.

Nel 1155, con Federico I il Barbarossa, Medicina fu riconfermata “Comune libero e autonomo”: in questa occasione, ne furono anche delimitati con maggiore precisione i confini.

Pur continuando a godere di particolari privilegi e protezione, forse a causa della leggendaria capacità di guarire i malati che gravitavano sui suoi territori, Medicina conobbe la vera stabilità sia politica che amministrativa solo nel 1507.

Sarà Papa Giulio II a riconfermare la libertà e l’autonomia di questo Comune, offrendole anche un’importante possibilità di crescita economica, istituendo un mercato settimanale che doveva aver luogo entro le mura della città, per la vendita dei prodotti locali. Il mercato si svolge ancora oggi, tutti i giovedì del mese.

Il mercato fu davvero un grande sprono per l’economia locale, considerato che a partire dal XVII e per tutto il XVIII secolo, Medicina si trovò a vivere il periodo di massima crescita economica.

Anche le Arti sembravano sensibili alle contingenze del momento: fu inaugurato il Teatro Comunale, fondate diverse Accademie letterarie e musicali e, dal punto di vista architettonico, furono realizzate opere magnifiche, in pieno stile sei-settecentesco.

Nel 1746 si verificò quello che per secoli si era cercato di evitare: Medicina, per volere di Papa Benedetto XIV , entrò a far parte della giurisdizione di Bologna.

Alla fine dell’Ottocento cominciarono le prime rivolte interne da parte degli operai, delle mondariso, dei braccianti agricoli.

La sua natura di “Comune libero e autonomo”, Medicina è stata in grado di trasmetterla anche ai suoi abitanti: così, a seguito di queste rivolte, cominciano a nascere le prime Cooperative e Associazioni Sindacali.

Questo spirito di aggregazione, questa capacità di creare la forza attraverso l’unione consentira a questo piccolo Comune di diventare quella fiorente cittadina che oggi tutti conosciamo.


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